Contro l’ampliamento di Ampugnano
Si è svolta a Siena sabato 21 novembre una gioiosa manifestazione contro l’ampliamento dell’aeroporto di Ampugnano.
Un corteo allegro e rumoroso, era presente una band di tamburi, si è dispiegato nel centro della città, ha riempito l’anello di piazza del Campo per terminare a Piazza indipendenza dove alcuni promotori hanno svolto interventi contro la dissennata decisione degli enti locali di ampliare una struttura dormiente ed inattiva per un programma mai chiarito e discusso.
Sfilavano personaggi conosciuti, come l’ex deputato dei verdi Bonelli con la faccia disgustata del trombato, il vice presidente di Italia nostra, con passo principesco e altero, intere famiglie. Tutta gente che sembrava cosciente di essere intervenuta per una causa giusta e seria. Bandiere numerose, striscioni spiritosi, fra cui uno che auspicava un ampliamento, giustamente improbabile forse impossibile, delle facoltà cerebrali degli amministratori locali. Una voce simpatica annunciava la partenza del volo da Ampugnano a Montalbuccio invitando a stringere le cinture. Non mancava qualche cappellino elegante e forse eccessivamente fuori luogo. Un clima novembrino indulgente favoriva la marcia e traspariva dai visi soddisfatti degli organizzatori l’orgoglio di un successo ripetuto dopo la prima storica manifestazione. Non è dato di sapere quale fosse l’espressione dei responsabili politici che tanto vogliono, desiderano ed auspicano questo inutile ampliamento di una struttura inutile e senza prospettive. Forse erano immersi in riflessioni amare sulla irriconoscenza di un popolo alieno e irrispettoso. Forse continuavano a chiedersi come mai questa gente non seguisse con trasporto le loro idee e i loro programmi. Certamente mancava la consapevolezza della propria vacuità ed incapacità a capire i veri problemi della società senese.
Certo che il popolo in corteo non sembrava affatto disposto a contenere nel tempo la protesta.
Gli sguardi, i sorrisi, le frasi che si scambiavano erano un segno tangibile di fermezza e continuità nella lotta per evitare lo scempio di una piana storica e di un ambiente irripetibile. Se la classe politica capisse perché mai persone anziane, genitori con bambini, giovani, di tutti i ceti sociali, si mobilitano, lavorano, preparano, con sacrifici e costi personali, una manifestazione di questa portata, il loro compito sarebbe agevolato. Probabilmente nessun partito, sindacato, associazione sarebbe in grado di organizzare e portare in corteo spontaneo e senza truppe cammellate, una tale massa di cittadini.
La stampa locale e tutti i media provinciali hanno sempre evitato di affrontare il problema e cercato di minimizzare il ruolo sociale di un comitato che in verità raccoglie ampi consensi e caldi incoraggiamenti dai cittadini di tutte le convinzioni politiche.
E’ stato anche questo un tema richiamato. Un invito pressante a non oscurare le notizie è stato rivolto, anche se in modo non propriamente rispettoso, alla stampa locale, definita succube dei potentati politici ed economici.
Le decisioni ora spettano alle autorità ministeriali, che dopo un rassicurante parere scritto rilasciato ai responsabili del Comitato, sembrano, dopo una visita a Roma dell’arrembante signora della società, propendere verso una soluzione misteriosa e compromissoria. La prospettiva sarebbe assolutamente negativa per tutto il popolo che ieri ha sfilato con allegria e compostezza. Non c’è alcuna garanzia che lo stesso popolo possa in seguito mantenere lo stesso civile comportamento dopo una eventuale ed imbarazzante decisione ministeriale che sconfessi le originarie riflessioni sull’inadeguatezza del programma di ampliamento dell’aeroporto di Ampugnano.
Gli organizzatori invitano ad ascoltare e giustamente interpretare l’inno del Comitato, che appare scanzonato e goliardico, ma che fa trapelare distintamente la volontà ferma dei cittadini.
(Omero Mastix)
manifestazione ampugnano
– 22 novembre 2009Posted in: Varie